Come più e più volte ho sottolineato, questo luogo rappresenta per me un vero e proprio angolo di paradiso! Le sue rocce, i suoi torrenti e specchi d'acqua, la sua flora e, non per ultima, la sua fauna si integrano in un perfetto equilibrio!
Da un punto di vista paesaggistico, il Passo Rolle costituisce una delle mete predilette da tutti per godere dal vivo dello spettacolo dell'enrosadira; questo grazie al particolare orientamento delle pareti delle Pale di S. Martino, che garantiscono lo spettacolo 365 giorni l'anno (bel tempo permettendo =D ).
Il fenomeno dell'enrosadira (il termine deriva da una parola ladina che letteralmente significa "diventare di colore rosa") è legato alla particolare composizione rocciosa di queste vette, la dolomia, contenente dolomite, un composto di carbonato di calcio e magnesio. Il fenomeno è ben visibile soprattutto in quelle sere (e mattine) in cui l'aria è particolarmente limpida.
Un'altra suggestiva spiegazione legata alla tradizione locale è quella data dalla leggenda del Re Laurino, un Re dei Nani che aveva sul Massiccio del Catinaccio uno splendido giardino di rose (il significato della parola Rosengarten, con cui sono chiamate queste vette, è appunto "giardino di rose").
Un giorno il principe del Latemar (il massiccio dolomitico situato a sud del Catinaccio, noto soprattutto per i suoi riflessi nelle acque cristalline del Lago di Carezza) incuriosito dalla vista delle rose, si inoltrò nel regno di Re Laurino. Durante la sua visita, conobbe Ladinia, la figlia del re, se ne innamorò e la rapì per farne sua sposa. Il padre, disperato per la perdita della figlia, mandò una maledizione sul suo giardino di rose, colpevole di aver tradito la posizione del suo regno: né di giorno, né di notte alcun occhio umano avrebbe potuto ammirarlo. Laurino dimenticò però il tramonto (e l'alba) quando, ancora oggi, il giardino e i suoi colori divengono ancora visibili ed apprezzati.
Da un punto di vista paesaggistico, il Passo Rolle costituisce una delle mete predilette da tutti per godere dal vivo dello spettacolo dell'enrosadira; questo grazie al particolare orientamento delle pareti delle Pale di S. Martino, che garantiscono lo spettacolo 365 giorni l'anno (bel tempo permettendo =D ).
Il fenomeno dell'enrosadira (il termine deriva da una parola ladina che letteralmente significa "diventare di colore rosa") è legato alla particolare composizione rocciosa di queste vette, la dolomia, contenente dolomite, un composto di carbonato di calcio e magnesio. Il fenomeno è ben visibile soprattutto in quelle sere (e mattine) in cui l'aria è particolarmente limpida.
Un'altra suggestiva spiegazione legata alla tradizione locale è quella data dalla leggenda del Re Laurino, un Re dei Nani che aveva sul Massiccio del Catinaccio uno splendido giardino di rose (il significato della parola Rosengarten, con cui sono chiamate queste vette, è appunto "giardino di rose").
Un giorno il principe del Latemar (il massiccio dolomitico situato a sud del Catinaccio, noto soprattutto per i suoi riflessi nelle acque cristalline del Lago di Carezza) incuriosito dalla vista delle rose, si inoltrò nel regno di Re Laurino. Durante la sua visita, conobbe Ladinia, la figlia del re, se ne innamorò e la rapì per farne sua sposa. Il padre, disperato per la perdita della figlia, mandò una maledizione sul suo giardino di rose, colpevole di aver tradito la posizione del suo regno: né di giorno, né di notte alcun occhio umano avrebbe potuto ammirarlo. Laurino dimenticò però il tramonto (e l'alba) quando, ancora oggi, il giardino e i suoi colori divengono ancora visibili ed apprezzati.























