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28 novembre 2009

Hama Star 750 - Treppiede

Considerazioni dopo due anni di utilizzo

Quando acquistai la mia prima reflex, non conoscevo ancora molto bene le basi della fotografia, per cui non capivo nemmeno l'utilità di un treppiede. Con l'esperienza, invece, ho imparato ad apprezzare questo elemento dell'attrezzatura, capendo quanto fosse fondamentale avere un buon supporto stabile soprattutto nella fotografia paesaggistica, campo in cui spesso il tempo di esposizione va al di là delle doti umane.

Il treppiede che acquistai era tra i più economici sul mercato: Hama Star 750. Lo pagai allora 19 euro!!!





Caratteristiche principali

- Peso: 570 g
- Altezza da chiuso: 42,5 cm
- Altezza max: 108 cm (124 cm con colonna centrale)
- Altezza min dal suolo: 40 cm
- Diametro gambe: tre sezioni di circa 2 cm, 1,5 cm, 1 cm
- Materiali di fabbricazione: plastica (testa, giunti), alluminio (gambe)
- Massima portata: dato non trovato



Considerazioni

Ciò che più risalta dalle caratteristiche sopra citate sono il peso praticamente nullo e le sue dimensioni ridotte. Unito alla comoda borsa a tracolla con cui è fornito, questo treppiede è semplicissimo da trasportare. Però, c'è un prezzo (e salato) da pagare: la stabilità che garantisce è davvero troppo poca, così come il peso supportato dalla testa!!





Normalmente è consigliato di non utilizzare la colonna centrale neppure nei treppiedi più stabili, figuriamoci in un cavalletto costruito con materiali non di prima qualità: la sua altezza massima così si riduce già a poco più di 1 m (considerando che l'altezza media di una persona è di 170 cm, direi un po' troppo poco per rendere comodo ed agevole il suo impiego).

Se montiamo un peso che supera 1 kg o in condizioni atmosferiche di forte vento o corrente, sarà un'impresa ottenere foto non mosse (forse se ne salva qualcuna sfruttando l'autoscatto con un tempo superiore ai 20" oppure con un comando a distanza). Già a mezza altezza il nostro sistema è più affidabile, ma i tappi di gomma di certo non basteranno ad evitare il mosso!! Non ho mai riscontrato problemi alla minima altezza, se non per le forti correnti dei ruscelli.

I materiali con cui è costruito sono sì di qualità ridotta e non garantiscono la stabilità necessaria, ma devo dire che mi hanno stupito per la loro resistenza: in due anni e più di utilizzo (sfruttato anche con la neve fino a -5° C ed in acqua con temperatura prossima allo zero, occasioni in cui si sono congelati i meccanismi di giuntura) si è rotta una sola vite di fissaggio di una delle manopole della testa a quasi un anno e mezzo dall'acquisto.

Ho utilizzato il treppiede con Nikon D40 e:
- Nikkor AF-S DX 18-55 mm f/3.5-5.6G ED II (peso complessivo: 782 g);
- Nikkor AF-S DX 55-200 mm f/4-5.6G IF ED (peso complessivo: 863 g) a 200 mm;
- Nikkor-Zoom AF-S DX 12-24mm f/4G IF-ED (peso complessivo: 1050 g).
Con nessuna delle tre combinazioni ho avuto problemi di micro-mosso alla massima altezza senza colonna centrale; sono stato costretto, però, ad adottare degli accorgimenti: utilizzare lo scatto remoto (oppure l'autoscatto con 20" di ritardo) e proteggere dal vento il treppiede in fase di scatto.





La regolazione dell'altezza è permessa attraverso un sistema di giunti che garantisce una completa personalizzazione della lunghezza dei singoli elementi (in alcuni cavalletti economici l'altezza delle gambe è regolabile esclusivamente attraverso tacche predefinite); i giunti in plastica garantiscono un'efficiente fissità del sistema. Ciò lo rende estremamente versatile e adattabile a tutti i tipi di terreno. Da sottolineare però che le tre sezioni delle gambe non sono così stabili e risultano traballanti finché non vengono ben saldate con i giunti.

Per il mio personale stile, però, ritengo che il limite maggiore sia legato all'altezza minima dal suolo: 40 cm sono davvero tanti se confrontati con i top che arrivano fino a 10-11 cm (testa esclusa)... Ciò è dovuto alla necessità di sopperire alla mancanza di stabilità, che viene in parte arginata con un sistema di giunture in plastica simil-alluminio che fissano le tre gambe ad una colonna centrale. questa mancanza di versatilità mi ha obbligato il più delle volte a comporre in modo differente da come avrei desiderato!!





Considerazioni sulla testa a tre vie




Il cavalletto è munito di una testa a 3 vie inglobata nel treppiede stesso: ciò comunque non condiziona la praticità di trasporto della nostra attrezzatura.
Il sistema utilizzato permette di orientare la fotocamera in tutte le direzioni con estrema semplicità di utilizzo e buona tenuta nelle differenti angolazioni [vedi foto in fondo all'articolo].

La reflex viene fissata sulla testa attraverso una vite; l'operazione è da ripetersi ogni qual volta si desidera montare la nostra fotocamera sul treppiede. Ciò risulta essere scomodo per due motivi: 1) il tempo impiegato (i treppiedi di categoria superiore sono forniti di una placca di fissaggio che permette di montare la reflex su di essa e con un rapido clic sulla testa del cavalletto); 2) per fissare la testa è necessario stringere la vite davvero esageratamente. Inoltre, data la sua instabilità, è necessario controllare la fissità del sistema di tanto in tanto, onde evitare spiacevoli inconvenienti (il piano di fissaggio è munito di un ulteriore sistema di ancoraggio per l'utilizzo di videocamere di piccole dimensioni).
La testa supporta senza problemi fotocamere digitali compatte e piccole reflex con ottiche base (per es. Nikon D40 + Nikkor 18-55 f/3.5-5.6), peso stimato intorno ai 600 gr.

Gli unici limiti che ho evidenziato riguardo a questo sistema sono:
- la difficoltà di fissare l'inclinazione laterale del piano di appoggio all'angolazione desiderata (sono presenti dei punti di ancoraggio preferenziali);
- l'inclinazione laterale supera i 90° quando si orienta la fotocamera verticalmente;
- la mancanza di fluidità del sistema (questo comunque non ritengo sia un limite da prendere in considerazione);
- la necessità di fissare particolarmente le manopole per avere una stabilità quasi sicura della fotocamera.





Lateralmente al piano di fissaggio è presente una bolla che aiuta a posizionare correttamente la nostra fotocamera in fase di composizione, evitandoci spiacevoli inclinazioni. Purtroppo, però, il suo impiego è limitato dall'unicità del suo orientamento (per posizionare l'orizzonte dritto è completamente inutile).


Conclusioni

Pro:
- Costo (++);
- Dimensioni (+);
- Peso (+).

Contro:
- Stabilità (--);
- Versatilità compositiva (-);
- Altezza massima e minima (--);
- Testa (--).


Foto



2 commenti:

Stefano Cuccolini ha detto...

Complimenti anche per questa recensione.
Assomiglia al mio vecchio Velbon.
Comunque secondo me il limite più grande di questi treppiedi economici, al di la della loro scarsa stabilità, è che i piedi sono uniti alla colonna centrale! limita molto nel posizionamento. Come dici tu, molte volte non si riesce a rifare la stessa inquadratura effettuata a mano libera.
La leggerezza invece mi manca! i 2kg circa del Manfrotto in montagna si fanno sentire :-)

Enrico ha detto...

Grazie mille Ste!!

In mancanza di possibilità di andarmene in giro a fare qualche foto ne approfitto per scrivere qualche articoletto/considerazione!!

Riguardo al treppiede sì, vedo che condividiamo a pieno!! è un gran limite, però bisogna sempre fare i conti con dove si va: escursione in giornata non vale la pena, ma se si sta via la notte o il tragitto a piedi non è troppo, beh, allora me li porto più che volentieri i kg in più!!

A presto!!

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